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Unione Sovietica
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Lmwtq'mwtgUnione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (mwtwin russo Сою́з Сове́тских Социалисти́ческих Респу́блик, СССР?, Sojúz Sovétskich Socialistíčeskich Respúblik, SSSR; [sɐˈjus sɐˈvʲet͡skʲɪx sət͡sɨəlʲɪˈsʲtʲit͡ɕɪskʲɪx rʲɪˈspublʲɪk]), mwugacronimo mwuwURSS e in forma abbreviata mwvaUnione Sovietica (mwvqin russo Сове́тский Сою́з?, Sovétskij Sojúz, [sɐˈvʲet͡skʲɪj sɐˈjus]), fu uno mwvwStato federale che si estendeva tra mwwaEuropa orientale e mwwqAsia settentrionale, sorto il 30 dicembre 1922 sulle ceneri dell'mwwgImpero russo. Era composta da 15 repubbliche mwwwsocialiste, la più grande delle quali era la mwxaRussia, a sua volta suddivisa in repubbliche autonome federate.
Era il Paese più esteso del mondo con mwxg22 402 000 km² di superficie, pari a un sesto delle mwxwterre emerse, nonché il Paese più esteso d'Asia e d'Europa, per ciascuna delle parti di competenza continentale.cite-ref-18[18] La distanza tra i suoi due punti estremi orientale e occidentale era superiore ai mwza9 983 chilometri (più di 90 gradi di longitudine); il suo punto più occidentale era l'mwzqoblast' di Kaliningrad, al confine con la mwzgPolonia, e quello più orientale il mwzwcapo Dežnëv sullo mwaastretto di Bering, che lo divide dal mwaqcontinente nordamericano distante circa 80 chilometri. In particolare, una sua isola nello stretto, la mwagGrande Diomede, dista solo mwaw3 km dalla mwbaPiccola Diomede, appartenente agli Stati Uniti: si tratta della distanza minore tra le due superpotenze militari dell'epoca.
Ebbe un primo importante sviluppo economico e civile collettivo tra la seconda metà degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 con il mwbgprimo Piano quinquennale, sebbene nella seconda metà degli anni '30 mwbwStalin accentrò il potere nelle sue mani. Dopo la vittoria conseguita contro le mwcapotenze dell'Asse nella mwcqseconda guerra mondiale divenne una mwcgsuperpotenza economica e militare, riuscendo a imporre il suo sistema politico e sociale anche fuori dei confini nazionali, soprattutto in mwcwEuropa orientale (con organizzazioni quali il mwdaPatto di Varsavia e il mwdqComecon). Per oltre quarant'anni si confrontò nella mwdgguerra fredda contro con il mwdwblocco occidentale guidato dagli mweaStati Uniti, l'altra superpotenza emersa all'epoca.
La lista delle repubbliche costituenti l'URSS subì nel corso del tempo numerose variazioni. Negli anni precedenti il suo scioglimento ne facevano parte quindici mwegrepubbliche. La più grande per superficie, economia e popolazione e la più importante sul piano politico era la mwewRussia. Anche il territorio dell'Unione Sovietica subì vari mutamenti e nel periodo più recente corrispondeva approssimativamente a quello del tardo mwfaImpero russo, senza tuttavia mwfqAlaska, mwfgFinlandia e mwfwPolonia.
L'organizzazione politica del Paese prevedeva un mwgqregime monopartitico, retto dal mwggPartito Comunista dell'Unione Sovietica, che dirigeva gli apparati dei mwgwSoviet, assemblee di livello sia regionale che nazionale che rappresentavano la classe operaia nei corridoi del potere statale. Il partito era a sua volta guidato da un segretario generale, che corrispondeva nel principale dirigente in termini di politica estera e interna. Vi era anche un mwhablocco di indipendenti che si vedeva garantiti circa un quarto dei seggi del mwhqSoviet Supremo ad ogni mwhgelezione federale.
La fine della guerra fredda coincise con la mwiadissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991. Negli anni successivi, la mwiqFederazione Russa, di gran lunga il più esteso e influente tra gli Stati postsovietici, è subentrata all'URSS nel mwigConsiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha fatto parte del mwiwG8 fino al 2014 e ha raccolto gran parte dell'eredità militare e geopolitica sovietica.
Contents
• Storia
• Politica
• Economia
• Valuta
• Salute
• Arte
• Media
• Musica
• Note
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Storia
La Russia fu uno dei pochi mwjwPaesi europei a non aver vissuto, nel corso del mwkaXIX secolo, una trasformazione in senso democratico e liberale delle proprie strutture economiche, sociali e politiche, tranne sporadiche riforme come mwkql'abolizione della servitù del 1861. Le tensioni tra le esigenze di cambiamento espresse da una parte della popolazione e un modello politico statico, basato su una mwkgmonarchia autocratica, furono all'origine di tre mwkwrivoluzioni.
La mwlqprima ebbe luogo nel 1905, dopo la sconfitta nella mwlgguerra contro il Giappone e portò all'istituzione del primo vero parlamento russo, la mwlwDuma di Stato (1906 - 1917), la cui terza legislatura (1907-1912) portò ai primi significativi cambiamenti e a delle riforme profonde nella struttura statale ed economica.
La mwmqseconda e la mwmgterza avvennero invece nel 1917, rispettivamente a marzo (febbraio secondo il mwmwcalendario giuliano, seguito dalla mwnaChiesa ortodossa russa e a quei tempi in vigore in mwnqRussia) e novembre (ottobre), innescate da gravi problemi politico-sociali, da un diffuso malcontento nei confronti della monarchia e dalla tremenda crisi sofferta dall'mwngImpero russo durante la mwnwprima guerra mondiale.
La rivoluzione di febbraio
Il 23 febbraio (8 marzo del calendario gregoriano) 1917 un'insurrezione, in gran parte spontanea, degli operai e della guarnigione di mwpaPietrogrado portò all'occupazione della città e al rovesciamento della mwpqdinastia Romanov, ratificata con l'abdicazione dello zar Nicola II a favore del fratello mwpgMichele e la rinuncia al trono, il 3 marzo, da parte di quest'ultimo. Il 27 febbraio era stato intanto formato il mwpwSoviet di Pietrogrado, primo di un gran numero di assemblee che sarebbero di lì a poco sorte in tutta la Russia. Nell'organismo ottennero una posizione dominante i mwqamenscevichi e i mwqqsocialrivoluzionari, che consegnarono il potere nelle mani della borghesia e del mwqgGoverno provvisorio, costituitosi a marzo con la presidenza del principe mwqwL'vov.cite-ref-19[19]
Con il ritorno di mwsqLenin dall'esilio in Svizzera e la pubblicazione delle sue mwsgTesi di aprile, approvate dalla mwswVII Conferenza del Partito bolscevico, acquisì sempre più consenso presso le masse l'obiettivo della trasformazione della rivoluzione borghese in una rivoluzione socialista.cite-ref-20[20]cite-ref-21[21] Intanto si creò forte tensione fra il Governo e il Soviet a proposito della prosecuzione della partecipazione alla guerra, e si arrivò alla formazione di un gabinetto di coalizione con la partecipazione di menscevichi e socialrivoluzionari insieme ai ministri borghesi.cite-ref-22[22]
La rivoluzione d'ottobre
A luglio una mwxamanifestazione di operai e soldati di cui presero la testa i bolscevichi dopo un inizio spontaneo fu respinta dalle forze governative,cite-ref-23[23] ma anche il secondo gabinetto cadde e fu sostituito da un nuovo governo di coalizione guidato dal socialrivoluzionario mwyqAleksandr Kerenskij. Le forze conservatrici ritennero giunto il momento di sopprimere i soviet e ad agosto organizzarono un mwygcolpo di Stato guidato dal generale mwywLavr Kornilov, fermato da un sollevamento di massa degli operai e dei soldati su iniziativa dei bolscevichi. Questi ultimi acquisirono sempre maggiore popolarità e la maggioranza in numerosi soviet (di quello di Pietroburgo divenne presidente mwzaTrockij), mentre anche le posizioni dei soldati e dei contadini si radicalizzavano.cite-ref-24[24]
Il 7 novembre (25 ottobre del calendario giuliano) fu concretizzata l'insurrezione precedentemente deliberata dal mw0gComitato centrale del Partito bolscevico: soldati, operai (le "mw0wGuardie Rosse"), marinai della mw1aFlotta del Baltico occuparono in breve i punti chiave della città e l'indomani venne preso il mw1qPalazzo d'Inverno, sede del governo.cite-ref-bof6364-25-0[25] La sera stessa il potere venne consegnato al mw2gCongresso panrusso dei Soviet, che formò un nuovo governo, il mw2wConsiglio dei commissari del popolo, guidato da Lenin.cite-ref-26[26] La Rivoluzione si estese subito dopo a gran parte dei territori dell'ex Impero russo, di cui i bolscevichi presero il controllo in alcuni casi in modo pacifico, in altri dopo accesi scontri con gli oppositori.cite-ref-27[27]cite-ref-28[28]
Sempre nel 1918 nacque l'mw6qArmata Rossa, che sostituì il vecchio e disgregato mw6gesercito. La reazione delle forze escluse dal potere e delle potenze straniere non si fece attendere. Nella primavera del 1918 gli inglesi occuparono i porti di mw6wMurmansk e mw7aArcangelo, mentre i giapponesi si impadronirono del porto di mw7qVladivostok. In seguito intervennero anche i francesi e gli statunitensi. In Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania si instaurarono regimi mw7gnazionalistici con l'aiuto tedesco, mentre in Russia nacquero diciotto governi opposti a quello sovietico. Nell'estate del 1918 vennero arrestati anarchici e scioperanti, e vennero fucilate alcune migliaia di oppositori politici.cite-ref-29[29] La mw8wguerra civile vide l'Armata Rossa, guidata da Trockij, combattere in particolare contro gli eserciti dell'mw9aArmata Bianca, guidati dall'mw9qammiraglio mw9gKolčak in mw9wSiberia e del mw-agenerale mw-qDenikin nella Russia meridionale. Al conflitto parteciparono anche gli eserciti dell'mw-wArmata Verde, che durante il conflitto si alleò sia con l'Armata Rossa sia con l'Armata Bianca e a volte le combatté entrambe; e quelli dell'mw-aArmata Nera.
Sin dal 1919 l'Armata Rossa ottenne diverse vittorie conquistando alla fine del 1920 la mw-gCrimea e, nel 1921, l'area del mw-wCaucaso. La guerra civile durò comunque fino al 1923, quando si concluse con la sconfitta degli ultimi eserciti contadini. L'Armata Rossa dovette però desistere in Estonia, Lettonia e Lituania, dove si formarono i tre Stati indipendenti, che sarebbero poi stati annessi all'Unione Sovietica in occasione della mwaqaseconda guerra mondiale.
Dalla fondazione alla morte di Stalin
La guerra finì con la vittoria dell'Armata Rossa e la fondazione dell'Unione Sovietica, il primo mwaquStato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, sotto la guida di mwaqyLenin. L'Unione Sovietica succedette all'Impero russo, ma la sua estensione fu inferiore a causa dell'indipendenza ottenuta dalla Polonia, Finlandia e dei mwaqcPaesi baltici e sancita dal mwaqgtrattato di Versailles. Nel 1924 il mwaqkRegno d'Italia riconobbe ufficialmente l'Unione Sovietica.
Dopo la morte di Lenin (avvenuta il 21 gennaio 1924), ci fu una lotta per la conquista del potere all'interno della mwaqsmwaqwleadership del mwaq0partito tra chi sosteneva che per sopravvivere la rivoluzione avrebbe dovuto estendersi ai Paesi a mwaq4capitalismo avanzato (soprattutto l'allora mwaq8Repubblica di Weimar), consentendo così l'intervento armato della classe operaia di quei Paesi al fianco di quella russa per schiacciare i contadini, concepiti come intrinsecamente controrivoluzionari – così la pensava per esempio Trockijcite-ref-30[30] – e chi teorizzava la necessità, scaturita dal fallimento dei moti del 1919 in Germania e mwarqUngheria (ma dai primi ritenuta incoerente con il principio marxista dell'mwaruinternazionalismo), del "mwarysocialismo in un solo Paese". Il segretario del partito Iosif Vissarionovič Džugašvili, meglio noto come mwarcIosif Stalin, fautore del "socialismo in un solo Paese", emerse come nuovo capo contrapponendosi a Lev Trockij. Al fianco di Stalin e contro Trockij si schierò tutta la vecchia guardia bolscevica, con in testa mwargNikolaj Ivanovič Bucharin e, in un primo momento, mwarkGrigorij Evseevič Zinov'ev, in seguito entrambi processati e fucilati come elementi controrivoluzionari. La compattezza del partito nel respingere le tesi di Trockij portò a una sua rapida emarginazione e al suo allontanamento dal partito, culminato nell'mwaroesilio iniziato nel 1929.
Stalin avviò un mwarwprogramma di rapida industrializzazione e di riforme agricole, sviluppando rapidamente l'mwar0economia mwar4socialista, grazie ai successi della pianificazione. Per fare ciò ampliò la portata della mwar8polizia segreta di Stato (prima mwasaNKVD, poi mwaseGPU e infine mwasiKGB) e fece sì che durante il suo governo un numero imprecisato di persone che non appoggiavano la sua politica, da alcuni autori stimato in alcune centinaia di migliaia di deportati,cite-ref-31[31] da altri in decine di milionicite-ref-32[32] o addirittura fino a centodieci milioni di morti,cite-ref-33[33] venissero condannate alla pena capitale o incarcerate nei mwas8mwatagulag. Particolarmente famoso è il periodo 1936-1939, conosciuto come periodo delle "mwategrandi purghe".
Tra il 1936 e il 1939 durante la mwatmguerra civile spagnola l'Unione Sovietica fu l'unico paese a fornire aiuto militare ai combattenti della mwatqRepubblica spagnola, in contrasto con la formale neutralità delle nazioni occidentali, e guidandone l'azione politica anche contro le altre forze antifranchiste, ma dissidenti dalla linea della mwatuInternazionale Comunista.
A metà agosto del 1939 la mwatcGermania nazista di mwatgHitler propose all'Unione Sovietica un mwatkpatto di non aggressione, preceduto da un accordo commerciale fra i due Paesi (quest'ultimo fu firmato a mwatoBerlino il 20 agosto 1939).cite-ref-34[34] Il 23 agosto veniva firmato a mwat8Mosca il patto di non aggressione fra Unione Sovietica e Germania nazista, che divenne famoso con il nome di mwauapatto Molotov-Ribbentrop. Il protocollo ufficiale prevedeva l'impegno, di ciascun Paese firmatario, a non attaccare l'altro. Inoltre, se una delle due parti fosse stata oggetto di aggressione da parte di una terza potenza, l'altro firmatario non avrebbe fornito all'aggressore alcun aiuto.cite-ref-35[35] Tuttavia il patto comprendeva anche un "protocollo segreto" che definiva fra le parti le rispettive mwauusfere d'influenza nell'mwauyEuropa orientale. Esso dava quindi mano libera all'Unione Sovietica per sottoporre a controllo le mwaucRepubbliche baltiche di Estonia, Lettonia, Lituania e della Finlandia, stabilendo il confine delle rispettive aree di influenza nella frontiera settentrionale della Lituania.
Per quanto riguardava la mwaukPolonia il confine fra le due sfere d'influenza dei firmatari del patto venivano stabilite nei corsi dei mwauofiumi mwausNarew, mwauwVistola e mwau0San, mentre l'Unione Sovietica dichiarava il proprio interesse sulla mwau4Bessarabia (passata alla mwau8Romania nel 1917) e riceveva dalla Germania nazista una dichiarazione di "non interesse" a quel territorio.cite-ref-shire587-36-0[36] Subito dopo l'Unione Sovietica comunicava a mwavqFrancia e mwavuGran Bretagna di considerare ormai inutili i colloqui a lungo portati avanti fra le tre potenze, per giungere a un accordo contro la Germania nazista.cite-ref-shire587-36-1[36] Fu il patto Molotov-Ribbentrop a dar mano libera a Hitler per procedere all'mwavoinvasione della Polonia, essendosi questi così garantito il non intervento dell'Unione Sovietica e avendo scongiurato il pericolo di dover combattere su due fronti (essendo allora Il Terzo Reich sprovvisto delle risorse economiche e militari necessarie a un eventuale guerra su più fronti), nel caso d'intervento di Francia e Gran Bretagna a fianco della Polonia, quando questa fosse stata attaccata dalla mwavsGermania, il che avvenne già il 1º settembre di quell'anno senza una dichiarazione di guerra.
Il 17 settembre l'esercito sovietico mwav0invadeva a sua volta la Polonia da est e due giorni dopo si fermava all'incontro a mwav4Brest-Litovsk con quello tedesco. Germania nazista e Unione Sovietica si dedicarono quindi il 28 settembre a definire nei dettagli la spartizione dell'Europa orientale secondo i criteri generali stabiliti dal mwav8patto Molotov-Ribbentrop: il confine fra le parti nel mwawaterritorio polacco venne confermato e l'Unione Sovietica ebbe mano libera per occupare Lituania, Lettonia ed Estonia. Nel giugno 1940 l'Unione Sovietica invase e annetté mwaweBessarabia e mwawiBucovina settentrionale, sottraendole alla mwawmRomania. Per questi atti l'Unione Sovietica fu espulsa dalla mwawqSocietà delle Nazioni.
Il 13 aprile 1941 l'Unione Sovietica strinse con l'allora mwawyImpero giapponese un mwawcpatto quinquennale di "non aggressione" tra i due Paesi che fu firmato a mwawgMosca dall'allora ministro degli affari esteri giapponese mwawkYōsuke Matsuoka e da quello sovietico mwawoMolotov.cite-ref-37[37]
La seconda guerra mondiale
Aggredita dalle truppe di Hitler con l'mwaxooperazione Barbarossa, iniziata il 22 giugno 1941, l'Unione Sovietica vide la porzione occidentale del territorio rapidamente occupata dal nemico, che vi commise eccidi e devastazioni. Grazie anche al trasferimento a oriente delle mwaxsindustrie belliche, reso possibile dal periodo di pace guadagnato con il patto di non aggressione con la Germania nazista, e ai massicci aiuti in armi e altro equipaggiamento ricevuti da Stati Uniti e Regno Unito,cite-ref-38[38] l'Unione Sovietica riuscì a bloccare l'invasione e, a partire dalle vittoriose battaglie mwayadi Stalingrado e mwayedi Mosca, a respingere le truppe dell'mwayiAsse. L'avanzata dell'Armata Rossa si concluse a Berlino nel maggio 1945.
Tra il 4 e l'11 febbraio del 1945 nel mwaywpalazzo imperiale di Livadia si tenne la mway0conferenza di Yalta, il più famoso degli incontri fra Stalin, mway4Churchill e mway8Roosevelt, nei quali fu deciso quale sarebbe stato l'assetto politico internazionale al termine della seconda guerra mondiale. In particolare a Yalta furono poste le basi per la divisione dell'mwazaEuropa e del mondo in zone di influenza. In seguito agli accordi di Yalta l'Unione Sovietica dichiarò guerra all'mwazeImpero giapponese l'8 agosto 1945 (nonostante fosse ancora in vigore con l'Impero giapponese il patto di non aggressione del 1941) e il giorno successivo lanciò un milione di mwazisoldati veterani del mwazmfronte orientale contro la mwazqManciuria, dove erano di stanza circa mwazu700 000 giapponesi.cite-ref-39[39]
Entro una settimana la regione, la Corea settentrionale e mwazsSachalin furono occupate; nelle mwazwCurili invece la resistenza nipponica fu più aspra, ma il 23 agosto furono parimenti conquistate.cite-ref-40[40] La vittoria riportata sulle truppe della Germania nazista, dell'Italia fascista e dei loro alleati ebbe però un elevatissimo costo in vite umane e distruzioni materiali: 25 568 000 di vittime, di cui 8 668 000 soldati e 16 900 000 civili, nonché la distruzione di 1 700 città, 70 000 villaggi e 32 000 imprese industriali.
Il dopoguerra
Sotto Stalin l'Unione Sovietica uscì dalla seconda guerra mondiale (chiamata nell'URSS "mwaaugrande guerra patriottica") come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che inglobava gli Stati baltici e una porzione significativa della Polonia ante-guerra, unitamente a una sostanziale sfera d'influenza nell'mwaayEuropa orientale (vedi mwaacImpero sovietico). Il confronto politico tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine di mwaagguerra fredda.
La guerra di Corea
Durante la mwaasguerra di Corea l'Unione Sovietica supportò la Corea del Nord insieme alla Cina di mwaawMao Zedong.
Da Chruščёv a Brežnev
La mwabgmorte di Stalin nel 1953 scatenò una nuova lotta per il potere che vide mwabkNikita Chruščёv come vincitore. Sotto la sua guida l'Unione Sovietica fu protagonista dell'appoggio al processo di liberazione delle nazioni africane e asiatiche dalla dominazione coloniale europea e statunitense, intervenendo ad esempio, nel 1956, a difesa dell'Egitto di mwaboNasser, minacciato di aggressione militare da parte di Francia e Regno Unito per la sua decisione di nazionalizzare la mwabsCompagnia del Canale di Suez (con la conseguente mwabwcrisi di Suez).
Uno dei momenti peggiori nelle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica fu la mwab4crisi dei missili di Cuba, quando Chruščёv, dopo avere saputo della presenza di missili balistici nucleari statunitensi sul suolo di Italia e Turchia, iniziò a installare missili nucleari a medio raggio in difesa dell'isola di Cuba, che aveva proclamato il carattere socialista della rivoluzione vittoriosa nel 1959 ed era stata attaccata nell'aprile 1961, con lo mwab8sbarco nella baia dei Porci delle forze contro-rivoluzionarie provenienti dal territorio statunitense su mandato dell'amministrazione statunitense. L'elevata tensione raggiunta tra le due potenze, che per giorni tenne il mondo sull'orlo della mwacaguerra atomica, si risolse in un accordo comprendente lo smantellamento delle postazioni missilistiche sovietiche in territorio cubano. Come contropartita l'Unione Sovietica ottenne l'impegno statunitense a non aggredire mai la Repubblica di Cuba e lo smantellamento dei missili statunitensi mwaceJupiter dispiegati dal 1960 nelle dieci basi italiane delle mwaciMurge, tra mwacmBasilicata e mwacqPuglia, e nelle cinque basi in Turchiacite-ref-41[41]cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]. La parte dell'accordo concernente i missili statunitensi non venne all'epoca resa nota al pubblico.
Chruščёv, che per tutto il suo periodo al potere oscillò tra i poli opposti di una radicale "mwadidestalinizzazione" (conosciuta come il "mwadmdisgelo") e di una difesa del vecchio ordine (come nel caso dell'invasione dell'mwadqUngheria durante la mwadurivoluzione del 1956), fu rimosso nel 1964 da un mwadymwadcblitz interno al partito, guidato da mwadgLeonid Brežnev, che prese il potere e governò fino alla morte nel 1982. Questo evento inaugurò quella che sarebbe stata conosciuta negli anni seguenti come il periodo della "mwadkstagnazione".
Perestrojka e glasnost '
Dopo la prematura scomparsa di mwaeeJurij Vladimirovič Andropov e il breve interregno di mwaeiKonstantin Ustinovič Černenko – esponente della vecchia guardia del partito ed ex braccio destro di Breznev – negli anni ottanta il nuovo presidente mwaemMichail Gorbačëv riformò drasticamente il sistema politico sovietico con il suo programma detto mwaeqmwaeuglasnost'.
Il complesso delle sue riforme politiche ed economiche, conosciuto con il nome di mwaecmwaegperestrojka ("ristrutturazione"), portò a forti alterazioni in direzione dell'autogestione della pianificazione centralizzata, causando il rapido collasso dell'economia e pesanti disfunzioni nelle filiere produttive.cite-ref-44[44] In politica estera la nuova direzione sovietica negoziò con gli Stati Uniti una riduzione degli armamenti, in un'ottica di riavvicinamento che avrebbe di lì a poco significato la fine del socialismo reale.
Sostenuta da Gorbačëv, la promozione nel 1985 di mwae4Aleksandr Nikolaevič Jakovlev a capo del dipartimento per la propaganda del Comitato centrale, e l'anno successivo a segretario della propaganda, segna un profondo cambiamento nel rapporto tra partito e mass media sovietici, i quali vengono esortati alla critica serrata contro il PCUS.cite-ref-45[45]
L'amministrazione Gorbačëv, con la cosiddetta "mwafqdottrina Sinatra", si propose d'instaurare un nuovo atteggiamento di "non ingerenza" verso gli altri Paesi socialisti dell'mwafuEuropa orientale.cite-ref-46[46] Di fatto questa situazione permise una quasi immediata transizione politica che, tra la fine del 1989 e la prima metà del 1990, avrebbe portato al disfacimento del blocco orientale e alla transizione degli Stati che ne avevano fatto parte all'economia di mercato.
I mwafsPaesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), invasi da Stalin prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e annessi con la forza nel dopoguerra all'Unione Sovietica, videro prevalere al loro interno un forte senso di nazionalismo, che li avrebbe portati a richiedere e ottenere l'indipendenza, prima ancora che la stessa Unione Sovietica si sfaldasse.cite-ref-47[47] La mwagaGermania Est, dopo la caduta del mwageMuro di Berlino, si staccò dall'influenza sovietica e, sulla spinta della direzione di Gorbačëv che aveva sostituito, con i buoni uffici di Mosca, mwagiErich Honecker e la vecchia direzione della mwagmSED, nel 1990 venne unita alla Repubblica Federale Tedesca (mwagqGermania Ovest).
Il 28 giugno 1991 venne dichiarato sciolto il mwagyConsiglio di mutua assistenza economica e il 1º luglio il mwagcPatto di Varsavia; questi due eventi sancirono quantomeno simbolicamente la fine dell'influenza della Russia sovietica nell'Europa orientale e preclusero agli eventi del mese successivo.
Dissoluzione
Nell'agosto 1991 (fra il 19 e il 21) l'Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito mwahecolpo di Stato, tentato da alcuni elementi dei vertici militari e dello Stato (mwahiJanaev, mwahmJazov e altri), che osteggiavano la direzione verso cui Gorbačëv stava guidando la nazione e il nuovo patto federativo delle repubbliche sovietiche che doveva essere siglato dopo poche settimane.
Settori politici liberisti e filo-mwahuoccidentali guidati da mwahyBoris El'cin usarono il colpo di Stato come pretesto per mettere in un angolo Gorbačëv, bandendo il Partito Comunista e dividendo l'Unione Sovietica. L'8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a mwahcBelaveža l'mwahgaccordo che sanciva la mwahkdissoluzione dello Stato sovietico.
In seguito l'Unione Sovietica venne sciolta formalmente dal mwahsSoviet delle Repubbliche del mwahwSoviet Supremo il 26 dicembre 1991.cite-ref-deklaracija-7-1[7]cite-ref-48[48] Il giorno prima Gorbačëv aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente dell'Unione Sovietica. Il 1º gennaio 1992 la mwaiuRussia ufficializzò l'indipendenza dall'URSS, decretandone la fine vera e propria.cite-ref-49[49]cite-ref-50[50]
L'11 marzo 1990 la mwai8Lituania aveva dichiarato la propria indipendenza. La seguirono, nel corso del 1991, prima la Georgia e le altre Repubbliche baltiche e poi le altre Repubbliche sovietiche:
• 9 aprile - mwajiGeorgia
• 20 agosto - mwajqEstonia
• 21 agosto - mwajyLettonia
• 24 agosto - mwajgUcraina
• 25 agosto - mwajoBielorussia
• 27 agosto - mwajwMoldavia
• 30 agosto - mwaj4Azerbaigian
• 31 agosto - mwakaKirghizistan
• 1º settembre - mwakiUzbekistan
• 9 settembre - mwakqTagikistan
• 21 settembre - mwakyArmenia
• 18 ottobre - mwakgAzerbaigian
• 27 ottobre - mwakoTurkmenistan
• 12 dicembre - mwakwRussia
• 16 dicembre - mwak4Kazakistan
L'eredità politica e militare dell'Unione Sovietica fu raccolta dalla Federazione Russa, tanto da subentrarle già nel 1991 nelle mwalaNazioni Unite e nel suo mwaleConsiglio di sicurezza come mwalimembro permanente.
Politica
Politica interna
Tutto il potere formalmente era detenuto dal popolo, che lo esercitava tramite i mwal0Soviet, assemblee popolari che rappresentavano il proletariato nel governo centrale.cite-ref-51[51] Essi potevano delegare secondo criteri di differenziazione del lavoro e delle funzioni, ma venivano rifiutati i principi della mwamiseparazione dei poteri e del mwammmultipartitismo, esistenti nelle mwamqdemocrazie liberali.cite-ref-52[52] I Soviet, da quelli centrali ai singoli Soviet territoriali, costituivano il sistema unitario degli organi del potere statale,cite-ref-53[53] e la loro azione era diretta dal mwam0Partito Comunista attraverso le proprie apposite sezioni organizzate presso i Soviet di tutti i livelli.cite-ref-gim48-54-0[54]
Tra il 1922 e il 1938 al vertice del sistema dei Soviet era collocato il mwanmCongresso dei Soviet dell'URSS, le cui funzioni, nei periodi fra una sessione e l'altra, erano esercitate dal mwanqComitato esecutivo centrale (CEC) e dal suo Presidium.cite-ref-55[55] Dopo l'approvazione della nuova mwankCostituzione del 1936, venne istituito il mwanoSoviet Supremo dell'URSS. Suddiviso in due camere, una delle quali finalizzata alla tutela di tutte le nazionalità del Paese,cite-ref-56[56] eleggeva al proprio interno il mwan8Presidium del Soviet Supremo.cite-ref-57[57]
Nel 1988, in fase di mwaouperestrojka, vennero istituiti come organi rappresentativi il mwaoyCongresso dei deputati del popolo dell'URSS e quelli delle Repubbliche federate, che eleggevano al proprio interno il Soviet Supremo dell'URSS e delle singole Repubbliche. Nel marzo 1990 venne inoltre creata la figura del mwaocPresidente dell'Unione Sovietica.cite-ref-orl456-58-0[58]
Le funzioni esecutive e amministrative erano delegate al Governo: fino al 1946 esso era organizzato nel mwao0Consiglio dei commissari del popolo (Sovnarkom) dell'URSS,cite-ref-59[59] a cui facevano capo i mwapiCommissariati del popolo (Narkomat).cite-ref-60[60] Successivamente, con legge costituzionale approvata dal Soviet Supremo dell'URSS, sia a livello centrale che repubblicano il Consiglio dei commissari del popolo venne riorganizzato in mwapcConsiglio dei ministri (Sovmin) e i Commissariati in Ministeri.cite-ref-leg46-61-0[61]
Con la mwap0dissoluzione dell'Unione Sovietica gli organismi centrali cessarono la propria attività, mentre quelli di livello repubblicano furono successivamente soppressi o riorganizzati al livello dei mwap4nuovi Stati indipendenti.cite-ref-62[62]
Politica estera
L'Unione Sovietica mantenne la politica espansionista ereditata dal regime zarista: nel 1939 dopo la firma del mwaqcpatto Molotov-Ribbentrop ci fu l'attacco alla Polonia e alla Finlandia. L'anno successivo, l'annessione di mwaqgEstonia, Lettonia e Lituania e della regione rumena della mwaqkBessarabia, Moldavia.
Finita la seconda guerra mondiale, l'URSS elaborò e prese la guida del mwaqsPatto di Varsavia in cui riunì i nuovi Stati socialisti dell'Europa orientale, creati dopo la conclusione del conflitto (a esclusione della mwaqwJugoslavia). Le relazioni fra mwaq0Repubblica Popolare Cinese e l'mwaq4Albania Comunista di mwaq8Enver Hoxha, peggiorarono dopo la morte di Stalin (5 marzo 1953), con la nuova linea politica di mwaraNikita Chruščëv,ossia della modifica del sistema economico e il processo di de-stalinizzazione attuata dal nuovo leader sovietico. La Cina e l'Albania rimasero ancorate ai mwarevalori staliniani.
L'Albania uscì dal mwarmPatto di Varsavia e attuò una propaganda anti-sovietica mentre la Cina continuò le relazioni non in maniera eccellente, con periodi di crisi, come nel 1969 con gli scontri russo-cinesi lungo il confine dell'mwarqUssuri. Dopo la mwaruRivoluzione Cubana del 1959, iniziarono ottimi rapporti fra Cuba e l'URSS, che divenne il nuovo partner economico dell'isola dopo l'embargo statunitense, alleanza che rimase anche dopo la mwarycrisi dei missili di Cuba, che vide il peggioramento delle relazioni fra USA e URSS, che stavano proprio in quel periodo migliorando grazie all'amministrazione fra il presidente statunitense John F. Kennedy e Nikita Chruščëv. Dopo la crisi dei missili di Cuba venne stabilita la mwarcLinea Rossa, una linea telefonica tra il mwargCremlino e la mwarkCasa Bianca. L'ultimo conflitto che l'URSS combatté fu quello in mwaroAfghanistan nel 1979, dove intervenne militarmente al fine di favorire la nomina di mwarsBabrak Karmal quale presidente della mwarwRepubblica dell'Afghanistan.
Leader storici dell'Unione Sovietica
Segretari generali del PCUS (leader del partito e dirigenti de facto del governo bolscevico)
1. mwasmVladimir Lenin (1922-1924)
2. mwasuIosif Stalin (1924-1953)
3. mwascGeorgij Malenkov (7-14 marzo 1953)
4. mwaskNikita Chruščëv (1953-1964)
5. mwassLeonid Brežnev (1964-1982)
6. mwas0Jurij Vladimirovič Andropov (1982-1984)
7. mwas8Konstantin Černenko (1984-1985)
8. mwateMichail Gorbačëv (1985-1991)
Presidenti del Presidium del Soviet Supremo
La carica, che comportava funzioni di Capo dello Stato, fu soppressa nel 1989, sostituita da quella di Presidente del Soviet Supremo. Nel 1990 fu infine istituito il ruolo di Presidente dell'Unione Sovietica.
1. mwatyMichail Kalinin (1938-18 marzo 1946)
2. mwatgNikolaj Svernik (1946-6 marzo 1953)
3. mwatoKliment Vorošilov (1953-1960)
4. mwatwLeonid Brežnev (1960-1964)
5. mwat4Anastas Mikojan (1964-1965)
6. mwauaNikolaj Podgornyj (1965-1977)
7. mwauiLeonid Brežnev (1977-1982)
8. mwauqVasilij Kuznecov (1982-1983)
9. mwauyJurij Vladimirovič Andropov (1983-9 febbraio 1984)
10. mwaugVasilij Kuznecov (1984)
11. mwauoKonstantin Černenko (1984-1985)
12. mwauwAndrej Gromyko (1985-1988)
13. mwau4Michail Gorbačëv (1988-1989; poi Presidente del Soviet Supremo e Presidente dell'URSS)
Presidenti del Consiglio dei commissari del popolo
1. mwaviLenin (30 dicembre 1922-21 gennaio 1924)
2. mwavqAleksej Rykov (1924-1930)
3. mwavyVjačeslav Molotov (1930-6 maggio 1941)
4. mwavgStalin (1941-1946)
Presidenti del Consiglio dei ministri
1. mwavwStalin (1946-1953)
2. mwav4Georgij Malenkov (6 marzo 1953-8 febbraio 1955)
3. mwawaNikolaj Bulganin (1955-1958)
4. mwawiNikita Chruščëv (1958-1964)
5. mwawqAleksej Kosygin (1964-1980)
6. mwawyNikolaj Tichonov (1980-1985)
7. mwawgNikolaj Ryžkov (1985-1991)
8. mwawoValentin Pavlov (14 gennaio-22 agosto 1991)
9. mwawwIvan Silaev (6 settembre-26 dicembre 1991)
Repubbliche
1. RSS Armena
2. RSS Azera
4. RSS Estone
6. RSS Kazaka
7. RSS Kirghisa
8. RSS Lettone
9. RSS Lituana
10. RSS Moldava
11. RSFS Russa
12. RSS Tagika
13. RSS Turkmena
14. RSS Ucraina
15. RSS Uzbeka
Nei decenni finali della sua esistenza l'Unione Sovietica era costituita da quindici Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS). La tabella contiene l'evoluzione delle repubbliche sovietiche, gli Stati attuali e l'anno della loro adesione a organismi sovranazionali.
| Repubblica dell'Unione Sovietica | Repubblica dell'Unione Sovietica | Repubblica dell'Unione Sovietica | Repubblica dell'Unione Sovietica | Stato attuale | CSI | NATO | EU | EURASEC | GUAM | OSC |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RSFS Russa | 1922-1956 | RSFS Russa | 1956-1991 | Russia | 1991 | – | – | 2002 | – | 1996 |
| RSS Carelo-Finlandese | 1940-1956 | RSFS Russa | 1956-1991 | Russia | 1991 | – | – | 2002 | – | 1996 |
| RSS Bielorussa | RSS Bielorussa | RSS Bielorussa | 1922-1991 | Bielorussia | 1991 | – | – | 2002 | – | – |
| RSS Estone | RSS Estone | RSS Estone | 1940-1941 1944-1991 per occupazione | Estonia | – | 2004 | 2004 | – | – | – |
| RSS Lettone | RSS Lettone | RSS Lettone | 1940-1941 1944-1991 per occupazione | Lettonia | – | 2004 | 2004 | – | – | – |
| RSS Lituana | RSS Lituana | RSS Lituana | 1940-1941 1944-1991 per occupazione | Lituania | – | 2004 | 2004 | – | – | – |
| RSS Moldava | RSS Moldava | RSS Moldava | 1940-1991 | Moldavia | 1991 | – | – | Oss. | 1997 | – |
| RSS Ucraina | RSS Ucraina | RSS Ucraina | 1922-1991 | Ucraina | 1991-2018 | – | – | Oss. | 1997 | – |
| RSFS Transcaucasica 1922-1936 | RSS Armena | RSS Armena | 1936-1991 | Armenia | 1991 | – | – | Oss. | – | – |
| RSFS Transcaucasica 1922-1936 | RSS Azera | RSS Azera | 1936-1991 | Azerbaigian | 1991 | – | – | – | 1997 | – |
| RSFS Transcaucasica 1922-1936 | RSS Georgiana | RSS Georgiana | 1936-1991 | Georgia | 1993-2008 | – | – | – | 1997 | – |
| RSS Kazaka | RSS Kazaka | RSS Kazaka | 1936-1991 | Kazakistan | 1991 | – | – | 2002 | – | 1996 |
| RSS Kirghiza | RSS Kirghiza | RSS Kirghiza | 1936-1991 | Kirghizistan | 1991 | – | – | 2002 | – | 1996 |
| RSS Tagika | RSS Tagika | RSS Tagika | 1929-1991 | Tagikistan | 1991 | – | – | 2002 | – | 1996 |
| RSS Turkmena | RSS Turkmena | RSS Turkmena | 1925-1991 | Turkmenistan | 1991 | – | – | – | – | – |
| RSS Uzbeka | RSS Uzbeka | RSS Uzbeka | 1925-1991 | Uzbekistan | 1991 | – | – | – | 1999-2005 | 2001 |
Geografia
L'Unione Sovietica copriva un'area totale di mwbje22402200 km² (in totale circa un sesto delle terre emerse del pianeta) e si estendeva su undici fusi orari. Rispetto alla sua estensione originaria del 1917, durante e in seguito alla mwbjiseconda guerra mondiale si espanse con l'mwbjmoccupazione forzata dei Paesi baltici nel 1940, più l'annessione della mwbjqCarelia (precedentemente appartenente alla Finlandia), di un quarto della mwbjuPrussia orientale (precedentemente appartenente alla Germania), della metà orientale della Polonia (annessa nel 1940 grazie al patto Molotov-Ribbentrop), della mwbjyBessarabia (precedentemente appartenente alla Romania), e dell'estremità orientale della mwbjcCecoslovacchia (mwbjgRutenia subcarpatica). Il territorio sovietico si estendeva per mwbjk5571000 km² in Europa e mwbjo16831000 km² in mwbjsAsia. Nel periodo più recente confinava con 12 stati, di cui sei stati europei: mwbjwNorvegia, mwbj0Finlandia, mwbj4Polonia, mwbj8Cecoslovacchia, mwbkaUngheria e mwbkeRomania; e sei stati asiatici: mwbkiTurchia, mwbkmIran, mwbkqAfghanistan, mwbkuCina, mwbkyMongolia e mwbkcCorea del Nord. Il suo confine più ampio era quello con la Cina, più di mwbkg5900 km, mentre quello più piccolo era con la Corea del Nord, appena mwbkk22,1 km. In Europa il suo confine più ampio era quello con la Finlandia, mwbko1340 km, mentre il più piccolo era con la Cecoslovacchia, mwbks97 km. I mari su cui si affacciava il paese erano molti: il mwbkwMar Nero, il mwbk0Mar d'Azov, il mwbk4Mar Caspio, Il mwbk8Mar Baltico, Il mwblaMar Bianco, Il mwbleMar Glaciale Artico (mwbliMare di Barents, mwblmMare di Kara, mwblqMare di Laptev, mwbluMare della Siberia Orientale, mwblyMare dei Čukči) e l'mwblcOceano Pacifico (mwblgMare di Okhotsk, mwblkMare di Bering, mwbloMar del Giappone). L'Unione Sovietica possedeva tutta l'mwblsAsia Centrale, una buona porzione della regione baltica (circa mwblw650 km²), l'intero Caucaso e l'intera mwbl0Siberia.
L'Unione Sovietica era composta da quindici repubbliche e a fine anni ottanta contava oltre 290 milioni di abitanti, di cui 221 milioni d'abitanti vivevano in Europa e i restanti 69 milioni vivevano in Asia. Era un mosaico di popoli di oltre cento diverse nazionalità differenti tra loro per origine, storia, cultura, tradizioni e caratteristiche fisiche. Fra i tanti gruppi etnici appartenenti all'etnia dei bianchi e dei mongolidi predominava quello degli mwbl8slavi, che raggruppava più del 75% della popolazione.
Economia
L'Unione Sovietica fu la prima nazione a basare la sua economia sui principi del socialismo in cui lo Stato possedeva la maggior parte dei mwbmkmezzi di produzione e l'agricoltura era mwbmocollettivizzata.
Dai primi articoli della costituzione del 1936 si ha un'idea precisa di come funzionava il sistema economico in Unione Sovietica:
«
ARTICOLO 4 -
La base economica dell'Unione Sovietica è costituita dal comunismo allo stadio primario e dalla proprietà socialista degli strumenti e mezzi di produzione, affermatisi in seguito alla liquidazione del sistema capitalista, all'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e scambio e all'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.
ARTICOLO 5 - La proprietà socialista nell'Unione Sovietica ha la forma di proprietà di Stato oppure la forma di proprietà cooperativa.
ARTICOLO 6 - La terra, il sottosuolo, le acque, i boschi, le officine, le fabbriche, le miniere, le cave, i trasporti ferroviari, acquei e aerei, le banche, i mezzi di comunicazione, le grandi aziende agricole organizzate dallo Stato e così pure le aziende comunali e la parte fondamentale del patrimonio edilizio nelle città e nei centri industriali sono proprietà dello Stato sovietico.
ARTICOLO 7 - Le aziende sociali dei kolchoz e delle organizzazioni cooperative, con le loro scorte vive e morte, la produzione fornita dai colcos e dalle organizzazioni cooperative, come pure i loro immobili sociali, sono proprietà socialista, dei kolchoz e delle organizzazioni cooperative. In conformità con lo statuto dell'artel agricolo, ogni famiglia appartenente a un kolchoz, oltre al provento fondamentale dell'economia collettiva del kolchoz, ha in godimento personale un piccolo appezzamento di terreno attinente alla casa e ha in proprietà personale l'impresa ausiliaria impiantata su tale appezzamento, la casa d'abitazione, bestiame produttivo, animali da cortile e l'attrezzamento agricolo minuto.
ARTICOLO 8 - La terra occupata dai kolchoz viene loro attribuita in godimento gratuito e per una durata illimitata, cioè in perpetuo.
ARTICOLO 9 - Accanto al sistema socialista dell'economia, che è la forma economica dominante nell'Unione Sovietica, è ammessa dalla legge la piccola azienda privata dei contadini non associati e degli artigiani, fondata sul lavoro personale, escludente lo sfruttamento del lavoro altrui.
ARTICOLO 10 - Il diritto di proprietà personale dei cittadini sui proventi del loro lavoro e sui loro risparmi, sulla casa di abitazione e sull'impresa domestica ausiliaria, sugli oggetti dell'economia domestica e di uso quotidiano, sugli oggetti di consumo e di comodo personale, come pure il diritto di eredità della proprietà personale dei cittadini – sono tutelati dalla legge.
ARTICOLO 11 - La vita economica dell'Unione Sovietica viene determinata e diretta da un piano statale dell'economia nazionale, allo scopo di aumentare la ricchezza sociale, di elevare costantemente il livello di vita materiale e culturale dei lavoratori, di consolidare l'indipendenza dell'Unione Sovietica e di rafforzare la sua capacità di difesa.»
Caratteristiche generali
Prodotto nazionale lordo nel 1989: mwbna2 659,5 miliardi di $, pro capite mwbne9211 $; tasso di crescita reale 1,4% (stima 1989 basata su statistiche sovietiche; stima soggetta a maggior incertezza per riduzione di contenuti nei rapporti statistici sovietici)cite-ref-en-m-wikisource-org-63-0[63] Il tasso di inflazione, sui prezzi al consumo, si aggirava intorno al 6% con una disoccupazione ufficialmente nulla.
La contabilità nazionale
A partire dagli anni '20-'30 si sviluppò in Unione Sovietica un metodo di calcolo del valore dell'economia alternativo al mwboePIL: il mwboiProdotto materiale netto (o mwbomNet Material Product, abbreviato in NMP).
Commercio
Esportazioni
Le esportazioni costituivano un flusso di denaro pari a 110,7 miliardi di dollari nel 1988, costituite principalmente da greggio e prodotti petroliferi, gas naturale, metalli, legno, prodotti agricoli e manufatti. I principali partner erano: l'Europa orientale con il 49% delle esportazioni, la comunità europea con il 14% delle esportazioni e Cuba con il 5%. Partner minoritari ma rilevanti erano USA e Afghanistan.cite-ref-en-m-wikisource-org-63-1[63]
Importazioni
Le importazioni costituivano nel 1988 un flusso di merci pari a 107,3 miliardi di dollari, composte principalmente da derrate agricole, macchinari, prodotti in acciaio e beni di consumo. I principali partner erano: l'Europa orientale che costituiva il 54% delle importazioni e la comunità europea con l'11%, partner minoritari ma degni di nota erano Cuba, Cina e USA.cite-ref-en-m-wikisource-org-63-2[63]
Debito estero
Un debito estero di 27,3 miliardi di dollari nel 1988.
Energia elettrica
Settore primario
Rappresenta circa il 20% del PIL e della forza lavoro, basato principalmente su produzione agricole in grandi campi collettivi, secondo produttore mondiale di cereali e primo produttore di legname. La pesca catturava 11,2 milioni di pescato nel 1987.cite-ref-en-m-wikisource-org-63-3[63]
Valuta
La valuta era il mwbqcrublo sovietico, il quale era diviso in 100 copechi; il tasso di cambio ufficiale oscillava tra 0,6 e 0,84 rubli per dollaro statunitense, il cambio tra rublo e dollaro per i turisti occidentali in visita e per i turisti sovietici in vacanza all'estero era stato fissato il primo novembre 1989 a 6,26 rubli per dollaro.cite-ref-en-m-wikisource-org-63-4[63]
Salute
Il Narkomzdrav, il Commissariato del Popolo per la Salute, è stato istituito nel 1918. Sotto la guida di Nikolaj Aleksandrovič Semaško, un medico di formazione, il Narkomzdrav sviluppa un sistema sanitario unificato a livello nazionale - il primo al mondo. Gratuito e universale, questo sistema si basa su un'organizzazione a più livelli dell'assistenza sanitaria, secondo la gravità delle malattie, chiamata sistema Semaško.cite-ref-0-65-0[65]
Particolare attenzione è rivolta alla prevenzione delle malattie infettive. Già nel 1922 fu creata un'organizzazione di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica - la Sanepid - con squadre di intervento che operavano in tutto il paese, dai villaggi alle imprese. Insieme alla vaccinazione di massa, questa sorveglianza ha permesso all'URSS di eliminare malattie come la tubercolosi e la malaria. L'aspettativa di vita, che non superava i 31 anni alla fine del XIX secolo in Russia, ha raggiunto i 69 anni all'inizio degli anni '60, quando i sovietici hanno raggiunto i paesi occidentali.cite-ref-0-65-1[65]
Demografia
L'Unione Sovietica fu una delle nazioni più diversificate del mondo dal punto di vista etnico, con oltre cento distinte mwbseetnie nazionali che vivevano all'interno dei suoi confini. La popolazione totale venne stimata a 293 milioni nel 1991. Secondo una stima del 1990, la maggioranza degli abitanti erano etnicamente mwbsiRussi (50,78%), seguiti dagli mwbsmUcraini (15,45%) e dagli mwbsqUzbechi (5,84%).cite-ref-cia-66-0[66] L'Unione Sovietica era talmente estesa che anche dopo che tutte le sue repubbliche ottennero l'indipendenza la Russia rimase la più grande nazione per superficie ed è ancora abbastanza differenziata dal punto di vista etnico, comprendendo ad esempio minoranze di mwbsktatari, mwbsoudmurti e molte altre etnie non russe.cite-ref-sakwa-soviet-pols-in-perspec-67-0[67]
| Repubblica | Popolazione della Repubblica 1979 | 1989 | % pop. urbana 1979 | Titolari di nazionalità 1989 | Russi 1989 |
|---|---|---|---|---|---|
| Unione Sovietica | 262 436 000 | 286 717 000 | 67 | - | 51,4 |
| RSFS Russa | 137 551 000 | 147 386 000 | 74 | 81,3 | 81,3 |
| RSS Ucraina | 49 755 000 | 51 704 000 | 68 | 72,7 | 22,1 |
| RSS Bielorussa | 9 560 000 | 10 200 000 | 67 | 77,9 | 13,2 |
| RSS Moldava | 3 947 000 | 4 341 000 | 47 | 64,5 | 13,0 |
| RSS Azera | 6 028 000 | 7 029 000 | 54 | 82,7 | 5,6 |
| RSS Georgiana | 5 015 000 | 5 449 000 | 57 | 70,1 | 6,3 |
| RSS Armena | 3 031 000 | 3 283 000 | 68 | 93,3 | 1,6 |
| RSS Uzbeka | 15 391 000 | 19 906 000 | 42 | 71,4 | 8,3 |
| RSS Kazaka | 14 685 000 | 16 538 000 | 57 | 39,7 | 37,8 |
| RSS Tagika | 3 801 000 | 5 112 000 | 33 | 62,3 | 7,6 |
| RSS Kirghiza | 3 529 000 | 4 291 000 | 38 | 52,4 | 21,5 |
| RSS Turkmena | 2 759 000 | 3 534 000 | 45 | 72,0 | 9,5 |
| RSS Lituana | 3 398 000 | 3 690 000 | 68 | 79,6 | 9,4 |
| RSS Lettone | 2 521 000 | 2 681 000 | 72 | 52,0 | 34,0 |
| RSS Estone | 1 466 000 | 1 573 000 | 72 | 61,5 | 30,3 |
Urbanistica
Con una popolazione in rapido aumento di decennio in decennio e una popolazione ridotta in condizioni precarie, specie nel secondo dopoguerra con la mwbeaRussia europea devastata, si rese necessario la creazione di milioni di unità abitative in tutto il paese. Nelle grandi città nacquero quartieri fatti di mwbeecondomini alti anche oltre i venti piani, mentre nelle città più piccole e nei villaggi si predilesse il modello di piccole mwbeivillette a schiera, costituite da una casa in mattoni a vista con tetto spiovente su tutti i lati e grandi meno di 100 mq, circondate da un piccolo spazio verde largo qualche metro su tutti i lati della casa e dotate solitamente di un piccolo orticello sul davanti, accanto all'entrata.
Forze armate
Lmwbgu'mwbgyArmata Rossa degli Operai e dei Contadini (mwbgcin russo Рабоче-крестьянская Красная армияmwbgg?, mwbgkRaboče-krest'janskaja Krasnaja armija in sigla mwbgoRKKA), più comunemente mwbgsArmata Rossa, fu il nome dato alle mwbgwforze armate russe dopo la disintegrazione delle mwbg0forze zariste nel 1917. L'aggettivo “rossa” fa riferimento al colore tradizionale del movimento mwbg4socialista e mwbg8comunista. L'Armata Rossa fu istituita su decreto del mwbhaConsiglio dei commissari del popolo della RSFS Russa nel 1918 e divenne l'esercito dell'URSS al momento della fondazione dello Stato stesso, nel 1922. mwbheLev Trockij, commissario del popolo per la guerra dal 1918 al 1924, ne è considerato il fondatore.
L'Armata Rossa, guidata direttamente da mwbhmStalin con la collaborazione di vari generali, svolse una funzione decisiva durante la mwbhqseconda guerra mondiale sconfiggendo in quattro anni di violente e sanguinose battaglie la grande maggioranza delle forze della mwbhuWehrmacht della mwbhyGermania nazista e concludendo vittoriosamente il conflitto con la conquista di mwbhcBerlino e mwbhgVienna.cite-ref-69[69] Nel suo periodo di massima espansione d'organico, nel 1943, l'Armata Rossa contava 10,5 milioni di effettivi tra ufficiali, sottufficiali e soldati ed era equipaggiata con migliaia di carri armati e cannoni moderni; le perdite per raggiungere la vittoria furono elevatissime: 11,2 milioni di soldati morti per cause di guerra nel periodo 1941–1945.cite-ref-70[70]
All'inizio della sua esistenza, l'Armata Rossa funzionava come una formazione volontaria, senza gradi o insegne. Le elezioni democratiche selezionavano gli ufficiali. Tuttavia, un decreto del 29 maggio 1918 impose il servizio militare obbligatorio per gli uomini di età dai 18 ai 40 anni.cite-ref-73[73] Per la manutenzione dell'arruolamento di massa, i bolscevichi formarono commissariati militari regionali (mwbjcvoeennyj komissarjat, abbr. mwbjgVoeenkomat), che a partire dal 2006 esistono ancora in Russia, in questa funzione e sotto questo nome. I commissariati militari, tuttavia, non devono essere confusi con l'istituzione dei mwbjkcommissari politici militari.
A metà degli anni '20 venne introdotto il principio territoriale di Composizione dell'Armata Rossa. In ogni regione vennero chiamati uomini validi per un periodo limitato di servizio attivo in unità territoriali, che costituiva la forza circa la metà dell'esercito, ogni anno, per cinque anni.cite-ref-74[74] Il primo periodo di convocazione era di tre mesi, con un mese all'anno successivo. Un quadro normale forniva un nucleo stabile. Nel 1925 questo sistema fornì 46 delle 77 divisioni di fanteria e una delle undici divisioni di cavalleria. Il resto era costituito da ufficiali regolari e personale arruolato servente in termini biennali. Il sistema territoriale venne finalmente abolito, con tutte le formazioni rimanenti convertite in altri quadri di divisioni, nel 1937-1938.cite-ref-75[75]
Meccanizzazione
Impressionato dalla campagna tedesca del 1940 contro la Francia, il mwbkuCommissariato del Popolo della Difesa sovietico (Ministero della Difesa, sigla russa NKO) ordinò la creazione di nove divisioni meccanizzate, il 6 luglio 1940. Tra febbraio e marzo 1941, il NKO ne ordinò altre venti da creare. Tutte queste formazioni erano più grandi di quelle teorizzate da Tuchačevskij. Anche se 29 divisioni meccanizzate dell'Armata Rossa avevano una forza autorizzata di non meno di mwbky29 899 carri armati nel 1941, dimostrarono di essere una tigre di carta.cite-ref-house-1984-p-96-76-0[76] C'erano in realtà solo mwbks17 000 carri armati disponibili al momento, che significava che molte delle nuove divisioni meccanizzate erano gravemente sotto forza. Anche la pressione esercitata sulle fabbriche e sui pianificatori militari per mostrare numeri di produzione portò a una situazione in cui la maggior parte dei veicoli blindati erano modelli obsoleti, in modo critico privi di parti di ricambio e attrezzature di supporto, e quasi tre quarti erano in ritardo per le manutenzioni.cite-ref-77[77] Entro il 22 giugno 1941 c'erano solo mwbla1 475 dei moderni carri armati T-34 e serie KV a disposizione dell'Armata Rossa, e questi erano troppo dispersi lungo il fronte per fornire una massa sufficiente anche per il successo locale.cite-ref-house-1984-p-96-76-1[76] Per illustrare ciò, il III Corpo Meccanizzato in Lituania era formato da un totale di 460 carri armati; 109 di questi erano i più recenti KV-1 e T-34. Questo corpo risulterebbe essere uno dei pochi fortunati con un numero considerevole di nuovi carri armati. Tuttavia, la 4ª Armata era composta da 520 carri armati, tutti erano obsoleti T-26, in opposizione alla forza autorizzata di mwblc1 031 recenti carri armati medi.cite-ref-78[78] Questo problema era universale per tutta l'Armata Rossa, e avrebbe giocato un ruolo cruciale nelle sconfitte iniziali dell'Armata Rossa nel 1941 per mano delle forze armate tedesche.cite-ref-79[79]
Tempo di guerra
L'esperienza della guerra indusse cambiamenti al modo in cui le forze di prima linea erano organizzate. Dopo sei mesi di combattimento contro i tedeschi, la mwbmgStavka abolì temporaneamente i Corpi di Fucilieri che era intermedio tra l'armata e la mwbmkdivisione perché, mentre era utile in teoria, nello stato dell'Armata Rossa nel 1941, si dimostrarono inefficaci nella pratica.cite-ref-80[80] Dopo l'importante vittoria nella mwbm4battaglia di Mosca nel gennaio 1942, l'alto comando iniziò a reintrodurre i corpi di fucilieri nelle sue formazioni più esperte. Il numero totale di corpi di fucilieri iniziò dai 62 del 22 giugno 1941, scese a sei il 1º gennaio 1942, ma poi aumentò a 34 entro il febbraio 1943, e a 161 nel Capodanno 1944. La forza reale delle divisioni di fanteria in prima linea, con un effettivo di mwbm811 000 uomini nel luglio 1941, raggiungeva circa il 50% della consistenza organica delle vecchie divisioni del 1941, distrutte i primi giorni dell'invasione tedesca.cite-ref-81[81] Le divisioni erano spesso logorate dalle operazioni continue; dopo operazioni particolarmente difficili, come durante i mwbnqcombattimenti nella città di Stalingrado, potevano ridursi a poche centinaia di soldati.
Allo scoppio della guerra, l'Armata Rossa schierò corpi meccanizzati e divisioni corazzate il cui sviluppo è stato descritto in precedenza. L'attacco iniziale delle mwbnyPanzer-Division tedesche sorprese questi reparti ancora in parte in fase di riequipaggiamento e organizzazione, e nel corso del 1941 quasi tutte, salvo due nel Distretto Militare del Transbaikal, furono praticamente distrutte. I resti vennero sciolti.cite-ref-82[82] L'alto comando sovietico decise per il momento, soprattutto per l'inesperienza degli stati maggiori e le carenze di equipaggiamento dopo le enormi perdite iniziali, di costituire solo piccole brigate carri da impiegare in supporto delle unità di fanteria. Queste formazioni combatterono bene durante la mwbnwbattaglia di Mosca.
Fu tra la primavera del 1942 e l'inizio del 1943, che l'Armata Rossa messe in campo di nuovo formazioni mobili più grandi paragonabili alle Panzer-Division; i "Corpi carri" (mwbn4Tankovyj Korpus), equipaggiati con un numero variabile di carri tra 146 e 180, e i "Corpi meccanizzati" (mwbn8Mekanjsjrovannyj Korpus), equipaggiati da 175 a 224 carri.cite-ref-83[83] Queste nuovi reparti motomeccanizzati, guidati da comandanti sempre più esperti e aggressivi, si dimostrarono con il tempo efficaci, mobili e in grado di affrontare con successo le famose divisioni corazzate tedesche. I corpi carri e i corpi meccanizzati nel corso della guerra elaborarono una serie di tattiche per contrastare le forze nemiche e per effettuare avanzate a grande distanza; ogni corpo generalmente impiegava una brigata di punta nel ruolo di "distaccamento avanzato" che penetrava, spesso isolato, alla massima profondità possibile aggirando eventuali punti di resistenza, per disorganizzare le retrovie nemiche e costituire un nucleo di aggregazione dietro il fronte tedesco che sarebbe stato rinforzato in un secondo momento.cite-ref-84[84]
Nella primavera 1943, dopo alcuni tentativi non soddisfacenti nel 1942, vennero finalmente create anche le "Armate carri" (mwbokTankovyj Armija) formate in genere da due "Corpi carri" e un "Corpo meccanizzato"; equipaggiate con un numero di carri variabile tra 500 e mwboo1 000, le armate carri erano dotate di grande potenza d'urto per sfruttare in profondità gli sfondamenti e respingere i contrattacchi nemici. Nel corso della seconda guerra mondiale il "Direttorato centrale delle forze meccanizzate" dell'Armata Rossa, guidato dal maresciallo Jakov Nikolaevič Fedorenko, costituì sei "Armate carri", 24 "Corpi carri", ognuno con tre brigate corazzate e una motorizzata, e 14 "Corpi meccanizzati", ognuno con tre brigate meccanizzate e una brigata corazzata.cite-ref-85[85] I famosi comandanti della sei "Armate carri" furono i generali mwbpaMichail Efimovič Katukov, mwbpeSemën Il'ič Bogdanov, mwbpiPavel Semënovič Rybalko, mwbpmDmitrij Danilovič Leljušenko, mwbpqPavel Alekseevič Rotmistrov, mwbpuAndrej Grigor'evič Kravčenko.
Integrati nelle forze mobili erano anche i "corpi di cavalleria" che, nella seconda parte della guerra, vennero spesso integrati, insieme ad alcuni corpi carri, nei cosiddetti "gruppi di cavalleria meccanizzata" che venivano impiegati con buoni risultati nelle regioni più impervie o disagevoli, dove la cavalleria poteva costituire un utile complemento delle forze motorizzate.cite-ref-86[86]
L'Unione Sovietica ampliò la propria industria bellica indigena come parte del mwbqaprogramma di industrializzazione di Stalin negli anni '20 e '30. All'inizio l'Armata Rossa era equipaggiata con i fucili mwbqmMosin-Nagant e le pistole mwbqqTokarev TT-33. Le armi pesanti erano la mitragliatrice mwbquPM M1910 "Maxim" e vari mortai. Durante le prime fasi e l'inizio della seconda guerra mondiale si era tentato di produrre un mwbqyfucile semiautomatico che sostituisse i mwbqcMosin-Nagant mwbqga otturatore girevole-scorrevole, l'mwbqkSVT-38 e il suo successore, l'mwbqoSVT-40; ma l'inizio dell'mwbqsOperazione Barbarossa fece interrompere la produzione per tornare al Mosin-Nagant. Vennero prodotti vari mitra lungo il conflitto; il più diffuso era il mwbqwPPŠ-41, che sostituiva il mwbq0PPD-40. Le mitragliatrici più usate furono la mwbq4DP-28, seguita dalla mwbq8SG-43 Goryunov, la mwbraDŠK e l'mwbreRPD. Vi era bisogno di armi anticarro, quindi vennero costruiti i mwbrifucili anticarro mwbrmPTRD-41 e mwbrqPTRS-41. Finito il conflitto, l'equipaggiamento standard divenne l'mwbruAK-47, usato nelle sue infinite varianti, come il fucile da tiratore scelto: l'mwbrySVD Dragunov e la mwbrcmitragliatrice RPK. A seguito vennero tutte le sue derivazioni.
Carri armati e mezzi
All'inizio della guerra civile l'Armata Rossa aveva in dotazione alcuni carri ippotrainati, ma subito si tentò di produrne di moderni, basandosi principalmente sui modelli francesi. Nacque così il mwbroT-18. A lui seguirono il carro leggero mwbrsT-26, impiegato nella guerra civile spagnola, dove sortiva lo stesso effetto che avrebbe fatto il Tiger nella guerra successiva. Vi erano la Tankette mwbrwT-27 e il mwbr0carro armato medio T-28. C'erano poi i mwbr4carri leggeri BT, le autoblindo mwbr8BA-10 e mwbsaBA-20 e insieme a loro il colosso multitorretta mwbseT-35. Fu durante il secondo conflitto mondiale che l'Unione Sovietica divenne leader mondiale dei carri armati, grazie al carro medio mwbsiT-34, il carro pesante mwbsmKV e i carri leggeri mwbsqT-60 e mwbsuT-70. I cacciacarri erano i mwbsySU-85 e il mwbscSU-100. Insieme a loro vi erano i semoventi mwbsgSU-76, mwbskSU-122 e mwbsoSU-152. Fu verso la fine della guerra che vennero sviluppati il carro medio mwbssT-34/85 e il carro pesante mwbswIS-2, ideati per combattere i Panther e Tiger tedeschi.
Armamento dopo la seconda guerra mondiale
Alla fine della mwbteseconda guerra mondiale, nel febbraio 1946 la denominazione venne cambiata in mwbtiSovetskaja Armija. L'esperienza maturata nella mwbtmguerra patriottica aveva dato ai sovietici grande fiducia nelle forze corazzate e nell'immediato dopoguerra vennero messi in produzione gli ottimi carri mwbtqT-54/55, che durarono per tutta la metà finale degli anni quaranta e gli anni cinquanta. Fu sostituito dal mwbtuT-62, a sua volta rimpiazzato dal mwbtyT-64, dal mwbtcT-72 e dal mwbtgT-80. Nel 1957 l'mwbtkArma della mwbtofanteria venne sciolta e trasformata in mwbtsfanteria motorizzata e le mwbtwforze corazzate costituita da mwbt0truppe meccanizzate e mwbt4corazzate, con il corpo della fanteria meccanizzata che divenne il fulcro dell'mwbt8Armata Sovietica. Per quanto riguarda i mezzi da trasporto truppe e i veicoli da combattimento della fanteria, durante la seconda guerra l'Unione Sovietica non aveva gli autocarri sufficienti per spostare le sue enormi truppe. Le vennero quindi forniti dagli Stati Uniti. Nel dopoguerra si cercò già dall'inizio di produrre mezzi da trasporto dal quale si potesse anche combattere senza scendere a terra. Vennero allora create le serie mwbuaBRMD, mwbueBTR e mwbuiBMP, tutte famiglie di mezzi da trasporto truppe, anche se potevano essere impiegati in molti altri ruoli. Dopo il 1956, il premier mwbumNikita Chruščёv ha ridotto le forze di terra per costruire le mwbuqforze missilistiche strategiche, enfatizzando le capacità nucleari delle forze armate e nel 1957, il mwbuumaresciallo mwbuyŽukov perse il suo posto al mwbucPolitburo, per essersi opposto a queste riduzioni nelle forze terrestri.cite-ref-87[87]
Religione
«Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell'U.R.S.S. è separata dallo Stato e la scuola dalla Chiesa. La libertà di praticare i culti religiosi e la libertà di propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.»
(Costituzione sovietica del 1936, Articolo 134)
La mwbviseparazione tra Stato e Chiesa venne decisa nel territorio dell'Unione Sovietica il 23 gennaio 1918 dai mwbvmsoviet, poco dopo la fine della rivoluzione russa.cite-ref-88[88]cite-ref-art13-89-0[89] Lo Stato divenne mwbvwlaico e ufficiosamente mwbv0ateo, sostenendo l'mwbv4ateismo di Stato di mwbv8tipo marxista-leninista,cite-ref-90[90] anche se ciò non venne mai sancito esplicitamente nelle Costituzioni, che si limitavano a nominare la religione solo affermando la divisione netta tra Chiesa e Stato e la libertà di culto e coscienza;cite-ref-art13-89-1[89] l'ateismo di Stato venne attuato in forma di politica governativa anticlericale e antireligiosa, dal punto di vista pratico e culturale, tramite leggi ordinarie e propaganda.cite-ref-codice-91-0[91]cite-ref-92[92]cite-ref-church-93-0[93]cite-ref-94[94]cite-ref-95[95]
«La religione dev'essere dichiarata un affare privato.»
(Vladimir Lenincite-ref-97[97])
Lenin riteneva che la religione fosse strumento di oppressione e che i militanti comunisti dovessero essere atei.cite-ref-98[98] La mwby0Chiesa ortodossa russa fu costretta a rinunciare a tutti i privilegi, come l'esenzione dalle tasse e dal servizio militare per i sacerdoti e i monaci; e per un certo periodo venne anche perseguitata.cite-ref-church-93-1[93] Con la mwbziCostituzione sovietica del 1918, emanata per la mwbzmRepubblica Socialista Federativa Sovietica Russa e poi estesa alle altre repubbliche federate, venne permesso di svolgere formalmente "propaganda religiosa e non-religiosa",cite-ref-art13-89-2[89] anche se svolgere attiva propaganda di religione o di idee ritenute "superstizioni" in luogo o edificio pubblico (come la propaganda religiosa nelle scuole, l'esposizione di immagini religiose nei luoghi di lavoro e le processioni) poteva essere sanzionato con multe, reclusione o lavori forzati fino a un anno.cite-ref-codice-91-1[91] Di contrasto chi ostacolava lo svolgimento di riti religiosi autorizzati poteva anche essere punito con sei mesi di lavori forzati.cite-ref-99[99] Queste pene, come quelle per altri reati che prevedevano un periodo breve, non venivano scontate tramite mwb0adeportazione in mwb0egulag, mwb0icampo di lavoro forzato o colonie, o con la detenzione in mwb0mcarcere; il condannato poteva avere la mwb0qlibertà condizionale; altrimenti restava al suo posto di lavoro, venendo talvolta trasferito ad altro ente, con stipendio o salario ridotto sensibilmente e in alternativa doveva svolgere lavori aggiuntivi senza essere pagato (cosiddetto lavoro forzato "senza scorta").cite-ref-100[100]
Coloro i quali non svolgevano lavori socialmente utili (non solo ecclesiastici, ma anche ex agenti zaristi, privati, a eccezione di artigiani e contadini dei mwb0okolchoz)cite-ref-articolo-101-0[101] venivano esclusi dal voto e non pagati,cite-ref-articolo-101-1[101] restrizione poi eliminata nel 1936.cite-ref-102[102] Quindi questi ultimi, una volta esaurite le risorse di cui erano dotati, dovettero svolgere un altro lavoro per sostentarsi, secondo il principio "chi non lavora non mangia".cite-ref-103[103]
Venne introdotto il mwb1wmatrimonio civile e negata validità legale a quello religioso,cite-ref-dicembre-104-0[104] vennero distrutte alcune chiese che occupavano suolo pubblico,cite-ref-105[105] altre vennero convertite in uffici e musei pubblicicite-ref-106[106] e vennero inoltre abolite tutte le feste religiose come ad esempio il mwb2kNatale o lo mwb2oYom Kippur ebraico.cite-ref-107[107]
Con mwb3yStalin il processo antireligioso dello Stato fu completato: la mwb3cCostituzione sovietica del 1924 non conteneva esplicitamente norme sulla religione, in quanto era stata votata come integrazione per sancire la nascita dell'unione federale delle repubbliche come Unione Sovietica,cite-ref-108[108] mentre per quanto riguarda i diritti e doveri dei cittadini restò in vigore la relativa parte della Costituzione del 1918. Infine solo in alcune località remote venne concesso di svolgere cerimonie religiose. Secondo fonti ortodosse nel 1917 erano attive circa mwb3w80 000 chiese,cite-ref-109[109] mentre è stato calcolato che erano circa mwb4e20 000 nel 1954 e mwb4i10 000 nel 1965.cite-ref-110[110] La mwb4cCostituzione sovietica del 1936 sancì la libertà di culto privato e di praticare la religione, ma autorizzò esplicitamente solo la propaganda antireligiosa, ribadendo nuovamente la netta divisione tra Chiesa e Stato.cite-ref-cost36124-8-1[8] Restarono valide le normative penali del 1922 contro le "superstizioni religiose" diffuse in pubblico.cite-ref-codice-91-2[91]
Nel 1927 venne approvato l'mwb5earticolo 58 del codice penale che sanciva, tra l'altro, che svolgere propaganda religiosa in tempo di guerra o crisi, se considerato fatto con lo scopo preciso di abbattere il regime comunista o danneggiare direttamente o indirettamente lo Stato, poteva essere punito anche con la mwb5ipena di morte.cite-ref-111[111]
Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, Stalin diede una tregua alla campagna antireligiosa e chiese al patriarca mwb5gSergio I di Mosca (in seguito a un incontro avvenuto tra i due) di supportare moralmente i soldati al fronte contro i mwb5knazisti. Nello stesso periodo Sergio I rientrò a Mosca e morì nel 1944. Stalin concesse poi alla mwb5oChiesa ortodossa la possibilità di celebrare funzioni religiose, ma solo all'interno delle chiese autorizzate e nel privato.cite-ref-112[112] Con mwb58Nikita Chruščёv ripresero le misure più restrittive verso la Chiesa e si riprese anche la propaganda attiva dell'ateismo di Stato dopo la tregua iniziata nel 1943 e durata sino al 1954.cite-ref-113[113]
Soltanto negli anni ottanta, dopo la continuazione della politica antireligiosa dei governi di mwb6uBrežnev, mwb6yAndropov e mwb6cČernenko,cite-ref-114[114] vi fu una nuova tregua nella lotta attiva contro la religione, a partire dall'ascesa al potere di Michail Gorbačëv.cite-ref-115[115] La situazione di tolleranza pratica perdurò fino al 1990, quando Gorbačëv permise la libera propaganda religiosa e instaurò la mwb7alibertà di culto in via ufficiale, al posto dell'ateismo di Stato.cite-ref-116[116]
Il governo sovietico istituì inoltre l'Istituto per l'ateismo scientifico di mwb7yLeningrado, che durò fino allo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991.cite-ref-117[117] Dal 1922 al 1947 esistette in URSS un'organizzazione atea e antireligiosa sotto l'influenza ideologica, culturale e politica del PCUS, la cosiddetta mwb7sLega degli atei militanti.
Tutti gli Stati del mwb70blocco orientale e in generale tutti i paesi comunisti seguiranno questa linea politica sull'ateismo di Stato nella pratica e con una forte laicità costituzionale ma che permetteva il culto entro certi limiti, tranne la mwb74Repubblica Democratica Tedesca (dove non c'era una politica ufficiale antireligiosa, ma solo una decisa difesa della laicità), e l'mwb78Albania di mwb8aEnver Hoxha, che invece inserì l'ateismo di Stato nella propria Costituzione, vietando anche il culto privato.
Legislazione su matrimonio, aborto, eutanasia e omosessualità
Nell'Unione Sovietica vennero introdotti il mwb8mdivorzio (1º dicembre 1917)cite-ref-118[118] e l'mwb8gaborto nel 1920 (reso molto più difficile da Stalin nel 1935, poi reintrodotto nel 1955)cite-ref-119[119] e negata la validità del matrimonio religioso (dicembre 1917).cite-ref-dicembre-104-1[104] In relazione alle pene sostanzialmente basse, rispetto ai reati politici, per il reato di mwb9eomicidio volontario, l'mwb9iomicidio del consenziente effettuato «per compassione» era depenalizzato e non punibile, legalizzando nei fatti l'mwb9meutanasia e il mwb9qsuicidio assistito.cite-ref-120[120] L'mwb9komosessualità fu decriminalizzata da mwb9oLenin subito dopo la rivoluzione, mwb9stornò illegale a partire dal 1934.
Mark Serejskij, perito medico, scrisse nella mwb94Grande enciclopedia sovietica:
mwb-a"La legislazione sovietica non riconosce i cosiddetti crimini contro la moralità. Le nostre leggi si basano sul principio della protezione della società e pertanto prevedono punizioni mwb-emwb-isolo nei casi in cui i minorenni siano oggetto di interesse omosessuale."cite-ref-121[121]
La maggior parte delle condanne furono effettivamente emesse ai sensi dell'Articolo 121.2, con l'80% dei casi legati al coinvolgimento di minori fino ai 18 anni di età. In un'analisi di 130 condanne pronunciate in base all'Articolo 121 tra il 1985 e il 1992, emerge che il 74% degli imputati era stato condannato ai sensi dell'Articolo 121.2. Di questi:
• il 20% per stupro con uso della forza fisica,
• l'8% per l'uso di minacce,
• il 52% per rapporti sessuali con minori,
• il 2% e il 18%, rispettivamente, per aver sfruttato lo status di dipendenza o vulnerabilità delle vittime.cite-ref-122[122]
La cultura in Unione Sovietica fu influenzata in modo significativo dalle varie fasi politiche che il Paese attraversò nei circa settant'anni della propria esistenza. Durante il decennio che seguì la rivoluzione d'ottobre prevalse un clima di libertà espressiva in campo artistico e culturale e l'esplicito incoraggiamento da parte di Lenin all'accesso alla cultura da parte delle masse operaie e contadine che fino ad allora ne erano state escluse.
Il governo in questi primi anni permise o incoraggiò la nascita di varie correnti artistiche sia sperimentali sia di stampo più tradizionale, all'interno delle quali emersero personaggi di spicco quali mwb-uMaksim Gor'kij o mwb-yVladimir Majakovskij. Anche il cinema beneficiò dell'appoggio statale in quanto veniva considerato un mezzo di comunicazione in grado di influenzare profondamente la società, al tempo ancora in larga parte mwb-canalfabeta. Molti dei capolavori del regista mwb-gSergej Ėjzenštejn risalgono a questo periodo.
Più tardi, durante il periodo di Stalin, la cultura sovietica fu caratterizzata da una maggiore uniformità imposta dall'alto e il mwb-oclassicismo socialista divenne l'elemento stilistico dominante in vari campi artistici ed espressivi. Molti intellettuali dissidenti furono uccisi o incarcerati.cite-ref-123[123] Tra i progetti culturali più ambiziosi nati in quei decenni va ricordata la mwb-8mwcaaGrande enciclopedia sovietica, la cui prima edizione fu completata tra il 1926 e il 1947.
Con l'avvento alla guida del Paese di mwcaiChruščëv nei tardi mwcamanni cinquanta la censura fu allentata e progressivamente il conformismo perse terreno lasciando emergere una certa pluralità di correnti artistiche e letterarie e autori che, come ad esempio mwcaqJurij Trifonov, erano concentrati più sulla vita quotidiana che sull'edificazione del socialismo. Un fenomeno tipico dell'Unione Sovietica di quegli anni fu lo sviluppo di una letteratura dissidente che si esprimeva tramite riviste clandestine conosciute come mwcaumwcaysamizdat. In campo architettonico nell'era cruscioviana si passò dal precedente stile sovraccarico di decorazioni alla realizzazione di edifici più sobri e funzionali. Nella seconda metà degli anni ottanta la politica della mwcacperestrojka e la mwcagglasnost' portarono infine a una significativa espansione della mwcaklibertà di espressione anche sulla stampa e sugli altri mwcaomezzi di comunicazione di massa.cite-ref-124[124]
Arte
Media
Videogiochi
Stampa
Il principale quotidiano sovietico fu mwcbgmwcbkPravda.
Nel 1956, grazie a un accordo tra gli Stati Uniti e l'URSS nell'ambito del 'mwcbsdisgelo', furono redatte due riviste mensili da pubblicare in entrambi i paesi come scambio culturale reciproco: mwcbwmwcb0Soviet Life negli USA, mwcb4Amerika nell'URSS.
Musica
Durante la Seconda Guerra Mondiale furono prodotte varie canzoni popolari, di cui la più famosa è mwccimwccmKatjuša.
All'inizio degli anni '60 si affermarono una nuova generazione di artisti musicali, tra cui mwccuLidia Klement, mwccyĖduard Chil' e altri.
A partire dal 1971 fu introdotto un mwccgfestival musicale nazionale, mwcckmwccoPesnja goda (in italiano mwccsCanzone dell'anno, registrato ogni anno a dicembre e solitamente trasmesso a mwccwCapodanno), il quale col tempo evolvette molto, passando dal classicismo musicale della prima metà degli anni '70, fino al mwcc0pop e al mwcc4rock degli anni '80. Tale festival è trasmesso ancora oggi, anche se ulteriormente espanso. Ne fecero parte praticamente tutti gli artisti musicali più famosi del paese, tra cui mwcc8Sofija Rotaru, mwcdaValentina Tolkunova, mwcdeAlla Pugačëva, mwcdiIrina Ponarovskaja, mwcdmLjudmila Senčina e altri ancora.
Esisteva un'etichetta discografica principale di Stato, mwcdumwcdyMelodija.
Scienza e tecnologia
L'Unione Sovietica possedeva un ben organizzato sistema educativo. Molti furono gli scienziati formatisi negli istituti universitari statali e sedici cittadini sovietici furono nel corso degli anni mwceainsigniti del premio Nobel.
Nel 1957 l'Unione Sovietica realizzò e mise in orbita il primo mwceisatellite artificiale nella storia dell'umanità: lo mwcemSputnik 1. Nel 1961 il sovietico mwceqJurij Gagarin fu il primo uomo nello spazio, mentre nel 1963 mwceuValentina Tereškova (sempre sovietica) fu la prima donna nello spazio. L'Unione Sovietica vantava anche un moderno esercito, anche se spesso carente di fondi. Le unità antiaeree e corazzate probabilmente erano tecnologicamente superiori a quelle statunitensi nella seconda metà della guerra fredda. Negli anni ottanta l'Unione Sovietica mise in orbita la prima vera e propria stazione spaziale a lunga durata: la mwceyMIR, che in russo significa sia "mondo", sia "pace". La MIR era stata progettata per durare massimo cinque anni, ma nonostante i carenti fondi e le mille difficoltà la MIR rimase in orbita per quindici anni. Gli ICBM sovietici (come quelli russi oggi) erano i più potenti e potevano coprire distanze maggiori di qualsiasi altro missile.
Nel campo delle mwcewtecnologie edilizie e dell'mwce0ingegneria civile il Paese ebbe per alcuni decenni un ruolo di primo piano; ad esempio l'mwce4edificio principale dell'Università statale di Mosca, inaugurato nel 1953, fu per molto tempo il mwce8grattacielo più alto al di fuori dell'area di mwcfaNew Yorkcite-ref-empo-125-0[125] e mantenne il primato di mwcfuedificio più alto d'Europa fino al 1991, anno in cui fu completata la mwcfyMesseturm di mwcfcFrancoforte.
L'Unione Sovietica fu a lungo all'avanguardia anche nello sfruttamento civile dell'mwcfkenergia nucleare e varò nel 1957 la prima nave di superficie a propulsione atomica, il mwcforompighiaccio Lenin. Come in altri campi della scienza e della tecnologia anche in quello nucleare il declino economico dell'Unione Sovietica provocò ritardi e malfunzionamenti che culminarono, almeno a livello mediatico, nel mwcfsdisastro di Černobyl' del 1986.
Grande rilevanza ebbe anche l'mwcf0informatica sovietica, fortemente sviluppata sia a livello scientifico-spaziale che per uso civile e domestico, che a livello mediatico giunse al successo internazionale con l'ideazione del videogioco mwcf4mwcf8Tetris nel 1984.
Festività
| Data | Nome italiano | Nome locale | Note |
|---|---|---|---|
| 1º gennaio | Capodanno | Новый Год | |
| 23 febbraio | Giorno dell'esercito sovietico | День Советской Армии и Военно-Морского Флота | Inizio della rivoluzione di febbraio 1917 (secondo il calendario giuliano) Costituzione dell'Armata Rossa nel 1918 |
| 8 marzo | Giornata internazionale della donna | Международный Женский День | Marcia delle donne di Pietrogrado che sancì l'inizio della rivoluzione di febbraio (secondo il calendario gregoriano) |
| 12 aprile | Giorno del primo volo nello spazio | День Космонавтики | Giorno in cui Jurij Gagarin fece il primo volo nello spazio |
| 1º maggio | Festa del lavoro | Первое Мая - День Солидарности Трудящихся | |
| 9 maggio | Giorno della vittoria | День Победы | Capitolazione della Germania Nazista nel 1945 |
| 7 ottobre | Giorno della Costituzione dell'URSS | День Конституции СССР | Proclamazione della nuova Costituzione sovietica nel 1977 |
| 7 e 8 novembre | Anniversario della rivoluzione d'ottobre | Седьмое Ноября | La rivoluzione d'ottobre del 1917 (novembre per il calendario gregoriano) Viene attualmente chiamata День Примирения ("giorno della riconciliazione") |
La moda nell'Unione Sovietica
Sin dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1917, il rapporto dell'Unione Sovietica con il concetto di moda fu molto altalenante. Secondo l'ideologia del regime la moda era infatti vista come una pratica intrinsecamente capitalista, e per questo motivo da dover osteggiare a livello politico ed economico. La moda infatti, se intesa in senso occidentale, era uno dei mezzi utilizzati per dichiarare agli altri il proprio status sociale, ed enfatizzava quindi le differenze di classe.cite-ref-126[126]
Ciononostante, anche il regime sovietico decise di utilizzare la moda come uno dei molti canali di indottrinamento: già a partire dagli anni '20 del XX secolo, ad esempio, alcune riviste russe iniziarono a parlare di un nuovo tipo di moda femminile, riservato alla nascente classe delle donne-operaie. Per loro, il Partito aveva pensato a delle nuove linee di abbigliamento, molto più pratiche ed utili al lavoro rispetto a quelle pubblicizzate negli stati capitalisti. Sempre in questo periodo, lo Stato commissionò numerosi progetti per lo sviluppo di un nuovo tipo di "mwckaabbigliamento tipico sovietico", che oltre a richiamare l'abbigliamento tradizionale russo doveva mescolarsi con le nuove forme squadrate dell'ideologia costruttivista.cite-ref-127[127] Molti stilisti russi iniziarono quindi a disegnare degli abiti ispirandosi alla semplicità delle forme geometriche, spesso derivate dal cubismo, che si contraddistinsero per la loro alta funzionalità e la possibilità di essere riprodotti facilmente su scala industriale. Tuttavia, anche a causa della cronica mancanza di tessuti di buona qualità, la classe operaia sovietica non fu mai molto attratta da queste nuove linee d'abbigliamento e continuò, per tutto il decennio degli anni '20, a indossare quasi esclusivamente abiti tradizionali.cite-ref-128[128]
L'epoca di Stalin (1930-1953)
Durante l'era staliniana, il sentimento di avversione alla moda lentamente si dissipò. Gli stessi giornali che un decennio prima osteggiavano le pratiche modaiole ora sostenevano che la bellezza e l'abbigliamento sono una parte fondamentale della vita delle donne sovietiche. Si iniziarono nuovamente a vedere delle insegne pubblicitarie per le strade, e le riviste scrivevano delle nuove case di moda che si aprivano sul territorio sovietico.cite-ref-129[129] Alcune case di moda organizzavano ciclicamente delle gite nelle campagne, al fine di mostrare alle contadine le nuove collezioni pensate per loro. Questo nuovo interesse verso la moda era sospinta, tra le altre cose, dall'affermazione di Stalin secondo cui: "La vita in Unione sovietica è diventata migliore e più allegra".cite-ref-130[130]
Nelle affissioni della propaganda divennero sempre più persistenti immagini di donne in aperta campagna e di uomini in abiti da lavoro, con cui si tentava di dimostrare che l'asserzione capitalista - secondo cui il socialismo genera povertà diffusa - era una menzogna. Per questo motivo, mostrare abiti alla moda era il segnale di una cultura ed una qualità della vita uguale (o addirittura superiore) a quella dei paesi capitalisti. Dall'altro lato la retorica socialista imponeva ad esempio ai lavoratori, che annualmente venivano premiati dal Partito, di indossare durante la cerimonia gli stessi abiti che indossavano quotidianamente durante le ore di lavoro.
Tuttavia, la moda sovietica era più sulla carta che nei grandi magazzini: l'industria era difatti incapace di realizzare abiti alla moda in quantità significative, e quelli che venivano prodotti non potevano essere venduti a un prezzo accettabile per il cittadino medio. Durante la seconda guerra mondiale la produzione raggiunse il proprio minimo storico, e numerosi cittadini tornarono a commissionare a dei privati i propri abiti, piuttosto che attendere per mesi quelli forniti dal Governo centrale.cite-ref-131[131]
Note
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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